Dobbiamo imparare a parlare di sessualità ai nostri figli

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Il mondo contemporaneo, i tempi moderni, hanno delle caratteristiche che li rendono sostanzialmente molto diversi dalle epoche precedenti. Non è un mistero che la modernità ha portato con sé una vasta gamma di inediti modi di comunicare, di scoprire, di imparare, e che queste inedite forme di connessione abbiano prodotto profondi mutamenti sociali e comportamentali.

E c’è un tema che, in particolare, è stato soggetto a questi mutamenti, ed è quello della sessualità. O meglio, dell’approccio alla sessualità, specialmente per le nuove generazioni.

Guardiamo brevemente al mondo di oggi. Non esistono più confini culturali o morali. Non è questo il luogo per dibattere gli aspetti positivi o negativi di questa inedita situazione, ma valutiamone gli effetti pratici: tutti, nel momento in cui hanno accesso agli strumenti della moderna comunicazione, posso accedere a qualsiasi forma di conoscenza. Vale per tutto, e vale anche per il sesso.

E se consideriamo che eventuali filtri non sono più relativi allo strumento o al processo di acquisizione della informazione (un sito internet, un messaggio in un gruppo, un post su un social non fa una verifica dell’età del fruitore, tanto per dirne una), ne consegue che è praticamente impossibile evitare che ci si possa imbattere – più o meno volutamente – in contenuti di ogni tipo in ambito sessuale.

Questo inevitabilmente ha delle conseguenze impattanti soprattutto nei più piccoli, che si trovano in uno stadio di sviluppo di una propria coscienza e consapevolezza sessuale e che proprio in questa fase, in effetti, possono ottenere qualsiasi informazione desiderino senza alcun filtro, ma soprattutto senza alcuna forma di “istruzioni per l’uso”.

Abbiamo detto che gli strumenti tecnologici non fanno distinzioni, quindi la “guida all’uso” non può certamente provenire da loro. D’altro canto, ha poco senso vietare o limitare l’accesso, perché è una lotta impari, e forse neppure giusta. Dunque, la risposta a tutto questo non può essere altrove che nel dialogo tra le persone, ed in particolare tra i genitori e figli.

In effetti quello che manca alla modernità è proprio questo: la riconnessione familiare sottoforma di dialogo mirato a creare una conoscenza ed una consapevolezza. In altre parole, bisogna parlare di sesso ai propri figli, anche perché se non lo fanno i genitori, saranno altri a farlo, con modalità tematiche che a quel punto non potranno essere controllate.

La necessità di un nuovo dialogo sulla sessualità, ed il conseguente abbattimento di tabù in questo senso, è lo scopo del moderno approccio all’educazione sessuale, che non è rivolta più solo al singolo, ma a tutto il nucleo familiare, e non solo. I genitori devono imparare a parlare di sesso ai propri figli, ed è su questo tema che si svolgerà il prossimo seminario Germogli, dedicato esclusivamente ai genitori.

Guidati dall’educatrice Renata Bastiani, vedremo le problematiche di consapevolezza sessuale che comunemente possiamo riscontrare oggigiorno nei nostri figli e impareremo come dialogare con loro su questo fondamentale tema che, non dimentichiamolo mai, è naturale come mangiare, bere e sorridere.

Appuntamento per Sabato 30 dicembre, alle ore 17.30, al centro Germogli di San Benedetto del Tronto.