La tessitura ed il telaio tradizionale

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C’è un gesto, o per meglio dire una tecnica, la cui storia segue di pari passo la storia stessa dell’umanità. Il gesto è semplice a parole, si tratta di intersecare fili in senso longitudinale con altri fili disposti in senso trasversale: l’ordito e la trama, e l’arte di cui stiamo parlando è la tessitura.
Si tratta di una tecnica da sempre praticata, tra le più antiche probabilmente. Non è difficile imbattersi in reperti di telai rudimentali provenienti dal neolitico e, tra le immagini più comuni che vengono in mente quando si parla di tessitura, è quella raccontata nell’Odissea, di Penelope che si attarda a completare la sua tela in modo da rimandare il più possibile il momento delle sue nozze.

Insomma, da sempre usiamo tessuti, e da sempre usiamo la tecnica della tessitura per produrli, ed è piuttosto naturale che una tecnica così antica abbia prodotto, nel corso dei millenni, una stratificazione culturale che appartiene al mondo intero e che si esplica e si diversifica nelle sue innumerevoli varianti storiche e territoriali.

E così ogni luogo di questo mondo, ogni nazione, ogni città, persino ogni paese ha sviluppato il suo modo di interpretare e padroneggiare questa arte e questa tecnica, dando vita ad una varietà culturale incredibilmente vasta e sfaccettata.

Forse non ci si sofferma mai troppo su questo, ma i tessuti sono davvero la trama su cui è intrecciata la storia umana, e la tessitura è il nostro modo di scrivere questa storia.

Inoltre la tessitura è il metro con il quale abbiamo misurato la progressione tecnologica dell’uomo. Il telaio è uno strumento che ha percorso una curva evolutiva che non si è mai fermata. Abbiamo sempre creato telai più precisi, più performanti, più veloci, più automatici, e a quel punto altri macchinari sono stati sviluppati a partire da questi. Le schede perforate, per dirne una, nascono sul finire del 700 per permettere ai telai automatici di intrecciare seguendo disegni prestabiliti. Era il telaio di Jaquard ed è il nonno dei nostri elaboratori. E per capire l’impatto che la tecnologia ha avuto sulla tessitura ci basti pensare che, tradizionalmente, è con l’avvento del telaio a vapore che si fa coincidere l’inizio della prima rivoluzione industriale.

Ma è nel telaio tradizionale che viene preservata la sapienza antica della tessitura.
È il telaio tradizionale lo strumento espressivo attraverso il quale la tela diventa un intreccio culturale e artistico, con il quale fare ricerca formale, stilistica e creativa. Ed è in questo senso che un tessuto diventa a tutti gli effetti una scultura dotata di forma, struttura e contenuto.

Di tutto questo ci parlerà, nel corso del suo seminario, Valeria Belli.
Valeria è una tessitrice professionista che ha iniziato il suo percorso all’età di 14 anni. Si è formata all’istituto d’Arte di Chieti e ha perfezionato il suo percorso entrando in contatto con le anziane della sua terra, l’Abruzzo.
Durante il seminario Valeria proporrà un percorso sulla storia e sulle tradizioni, sulle sperimentazioni tessili, sulla creatività e sulla cultura territoriale di un mestiere, quello della tessitura che, come abbiamo visto, è antico quanto l’uomo ma non ha mai smesso di evolversi, e ci mostrerà dal vivo il funzionamento di un vero telaio.
Si tratta di un evento davvero particolare per conoscere un’arte antica e moderna allo stesso tempo, che ci accomuna tutti e che tutti insieme, senza alcun confine nazionale o culturale, abbiamo contribuito a creare e ad accrescere ogni giorno.

Appuntamento dunque per Sabato 23 novembre, al Centro Germogli di San Benedetto del Tronto.

Per confermare la vostra presenza: https://www.facebook.com/events/995435314125261/